“Ingannati”. Già, appunto

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il signor Alberto Medici -le cui gesta potete leggere in questo stesso blog- dopo la figura barbina del “ho le prove della guarigione di almeno una persona grazie alle teorie di Hamer, ma non te le faccio vedere“, ha rilanciato sul suo blog con l’ennesima ‘testimonianza’ non verificata.

Lo schema è sempre lo stesso:

  • se volete le ‘prove’ siete in malafede
  • queste ‘testimonianze’ sono valide quanto (o anche più di) uno studio scientifico
  • se non mi credete dimostrate ancora una volta la vostra malafede
  • dal momento che siete in malafede, non ha senso continuare a parlare con voi
  • io copio-incollo, non sono tenuto a dimostrare che quanto scritto sia vero

La ‘testimonianza’ è quella di Lino Bottaro, titolare del sito http://www.stampalibera.com che già qualche anno fa aveva diffamato me e la mia inchiesta. Dopo aver sporto querela, il signor Bottaro ha parzialmente cancellato le falsità scritte nei suoi articoli, ma si è ben guardato dal fare altrettanto con le ben più gravi diffamazioni presenti negli anonimi commenti del suo sito. Ma come dico sempre, ognuno ha la dignità che si crea con le proprie mani.

Torniamo alla ‘testimonianza’. Lino Bottaro scopre che il figlio è stato bocciato a scuola e “frequenta amici un po’ balordi. Allora commetto un errore e mi arrabbio e lo affronto con cattiveria“. Dopo un po’, lo porta dal dentista e questi gli dice che il ragazzo ha una dozzina di carie ai denti. Bottaro gli impone una maggiore cura orale, e poco dopo al giovane spuntano anche delle verruche sulle mani. Ma tornato dal dentista, la situazione non è affatto migliorata: ora ci sono addirittura ben quattordici nuove carie.

Rimago allibito. Ero stato proprio io a controllarlo ed a imporgli in mano lo spazzolino e non potevo credere a questo fatto.
Conobbi una persona che praticava la NMG e gli esposi il caso. Mi disse che le carie di mio figlio altro non erano che la impossibilità di mordermi, che anche le verruche erano la conferma di ciò e del fatto che aveva subito delle forzature alle mani dei blocchi, delle bacchettate. […] Ricordo che mi disse: “gli dica almeno una volta al giorno che gli vuole bene indipendentemente da quello che lui farà o sarà”. […] Feci quello che mi suggerì questa persona. Io avevo già letto il librone di Hamer e quindi seguii con fiducia le raccomandazioni.

Dopo poco più di un mese di questa ‘terapia’, dice Bottaro, le verruche spariscono. Ma non è tutto:

Vado dal dentista e questo esclama: non é possibile! Ebbi quasi un mancamento mi aspettavo delle cattive notizie ed invecce il medico mi disse che era una cosa incredibile non solo non c’era nessuna carie ma anche quelle piccole carie che lui aveva curati si erano rimarginate erano regresse. Se vuole le prove gliele dò: Il dentista era al tempo il dottor Giacomo Snichelotto professionista di Rovigo.

Un miracolo, tanto che il signor Bottaro ammette che “oggi a distanza di anni nessuno più della mia famiglia riceve nemmeno il consiglio di lavarsi i denti. nessuno ha più la carie e mangiamo di tutto. Mia figlia che ha ora 12 anni non sa cosa sia la carie!“.

Ma le cose stanno proprio così? Il 17 luglio 2010 scrivo al dottor Giacomo Snichelotto ed all’Ordine dei medici di Rovigo. La domanda è molto semplice: è vero quanto afferma il signor Bottaro? Nessuna risposta. Oggi, dopo la pubblicazione della ‘testimonianza’ da parte di Alberto Medici, scrivo di nuovo al dottor Snichelotto. Che, molto cortesemente, mi risponde subito:

Mi scuso per non averLe risposto a suo tempo ma ho preferito sorvolare. Mi ricordo di aver controllato la cartellina del figlio del signor Bottaro ma le carie erano meno della metà […] Non ho potuto riscontrare il miracolo della remissione spontanea delle carie perché non ho più visto e controllato il ragazzo

Insomma: quanto affermato da Lino Bottaro e ripreso da Alberto Medici non è vero. È una bufala. Nessuna remissione spontanea. Le carie non erano così tante. “Il medico mi disse che era una cosa incredibile: non solo non c’era nessuna carie, ma anche quelle piccole carie che lui aveva curato si erano rimarginate, erano regresse“, scrive Bottaro. Ma il medico non ha mai detto quelle cose. Anzi, il ragazzo non l’ha più visto.

So che testimonianze come questa non servono ai prevenuti“, scrive Alberto Medici, “valgono esattamente quanto le perle ai porci. Ma per chi è di mente aperta e cuore puro sono un bellissimo regalo“. Ma a proprio questo serve chiedere le prove di ciò che si afferma. Perché quando poi si va a scavare, si scopre che di “miracoloso” non c’era proprio nulla, se non la voglia di queste persone di aderire sempre più alla setta degli hameriani. E quante persone non “prevenute”, e magari disperate di fronte alla malattia che le affligge, si sono convinte a seguire le teorie hameriane dopo aver letto questa ‘testimonianza’? Quanti sanno che tutti quelli che vi si sono affidati sono morti, allontanati da chi li amava e senza neanche il conforto della morfina? Poco importa: queste persone non danno mai conto dei loro errori. Anzi, continuano ad infestare la Rete con queste falsità. Ma troveranno sempre me, e la forza dei fatti, a sputtanarli.

AGGIORNAMENTO (2013/07/05): Apprendo della recente, improvvisa morte del figlio del signor Bottaro. Mi dispiace sinceramente, le mie sentite condoglianze.

AGGIORNAMENTO (2013/07/05): Non ce la fa, proprio non ce la fa. Invece di ammettere l’errore, il signor Alberto Medici ri-rilancia scrivendo un post in cui dimostra di non conoscere l’italiano e lancia pesantissime accuse al dottor Snichelotto. Secondo il signor Medici, infatti,

il dentista indicato avrebbe confermato che le carie esrano sparite, ma solo a metà, e per il resto non può dire altro perchè il paziente non l’ha più visto. Conclusione geniale del giornalista investigativo: “Lino Bottaro mente“. Un genio.

Evidentemente, il giorno in cui spiegavano l’analisi logica del testo il signor Medici era malato (ma già, “la malattia non esiste”). Il dottor Snichelotto non ha mai confermato che le carie erano sparite, ma solo che erano la metà di quelle ipotizzate da Bottaro. Mi spiego in maniera elementare, visto che evidentemente c’è qualcuno che gioca a fare il furbo: se io dico che davanti a me ho trenta mele, e in realtà ne ho dieci, la persona che mi guarda e dice “hai dieci mele” sta dicendo che magicamente ne sono sparite venti? Ecco, appunto.

E il ragionamento (!) del signor Medici va oltre. Io sarei stupido perché ho osato dire che tra un tumore al testicolo e la nascita di un figlio c’è la stessa correlazione che esiste tra tumore al testicolo e il fatto di aver indossato una maglia di color rosso. Per entrambe, infatti, abbiamo lo stesso numero di prove scientifiche: zero. Ma siamo sicuri che il signor Bottaro ha delle prove schiaccianti che dimostreranno che almeno in questo caso ha ragione.

Le prove dei pazienti guariti con Hamer? Sono nei loro convegni. A pagamento. E sono prove talmente schiaccianti che le hanno mostrate al mondo intero? No. Vabbè, allora le hanno usate per richiedere la “verifica” chiesta al Ministero della Salute? Ancora una volta, no. Le mostrano solo a chi ha partecipato ai loro convegni. Sempre a pagamento. Insomma, si ribalta per la milionesima volta l’onere della prova: io dico di conoscere persone guarite da malattie varie grazie a questa teoria, vendo un libro in cui la sostengo e la diffondo, e se vuoi le prove te le vai a cercare in un convegno. A pagamento. Altrimenti la colpa è tua. Un genio del marketing, non c’è che dire.

Ma non finisce qui. Il signor Medici ha deciso che le due “testimonianze”, quella del dentista e del suo amico, siano uguali. Quindi se io dico che sono guarito da ventotto tumori indossando una maglietta rossa chiamando a testimone il mio medico, ed il mio medico dice “veramente il signor D’Amato è sempre stato sano come un pesce” dobbiamo presumere che beh, non possiamo mica stabilire chi ha ragione. Ma Alberto Medici va oltre, sempre oltre: pur essendo uguali, se proprio si deve credere ad una delle due testimonianze è meglio credere all’amico Bottaro. Perché non è un dentista, quindi non ha interessi da difendere. Sta accusando il dottor Snichelotto, un serio professionista, di mentire per interesse economico? No, ovviamente no: “non voglio ipotizzare la disonestà, ma“. Ma… cosa?

E se ci fossero degli interessi in gioco? Se le persone che riportano affermazioni contrastanti avessero un interesse privato, un utile nel proprio tornaconto per dire quello che dicono? […] La seconda persona è un dentista. Uno che ha basato i suoi studi, la sua carriera, il suo lavoro attuale e il proprio status sociale su un tipo di medicina basata su teorie che non hanno nulla a che fare con la nuova medicina germanica. A volerla dire proprio tutta, uno che potrebbe anche avere un danno, se la NMG si diffondesse e prendesse piede

Disse quello che vende un libro in cui scrive delle provate falsità sulla biografia di Hamer. Falsità delle quali ancora non ha dato conto, come per tutto il resto. Ma continuo a sperare: non che il signor Medici ammetta di aver sbagliato, no. Sarebbe troppo. Io spero con tutto il cuore che le persone malate e disperate cadute nelle grinfie di questi personaggi possano avere la sorte di leggere queste righe prima di prendere una decisione.

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“Ma perché non scrivi di chi è guarito grazie ad Hamer?”

Il signor Alberto Medici, autore del libro “Ingannati fin dai tempi della scuola” aveva affermato in un dibattito pubblico (al minuto 1:07:14) di conoscere una persona guarita grazie alle teorie di Hamer e di poterne fornire le prove.

Dopo due mesi di silenzio, ha fatto pervenire a LeFou! (non a me) la seguente risposta:

A proposito della prova: non ho l’autorizzazione, per questione di privacy, e comunque non mi dispiace: non servirebbe a nulla dare le perle ai porci, perchè essi vi si rivoltrerebbero contro. Ma sono fiducioso, lo ripeto, arriveranno alla verità anche lì, prima o poi…

Alberto Medici smentisce se stesso

Alberto Medici smentisce se stesso

Insomma: si sta rimangiando la parola data in mondovisione.

Che dire, ognuno ha la dignità che si crea con le proprie mani. Ringrazio il signor Medici per aver dimostrato per l’ennesima volta come si comporta un complottista: afferma una “verità”, si dice pronto a fornire le prove di tale “verità”, salvo poi tirarsi indietro perché “non servirebbe a nulla dare le perle ai porci”. Non bisogna aver studiato logica per capire che c’è un corto-circuito grosso come una casa. E la mia professionalità giornalistica dovrebbe essere messa in discussione da gente del genere? Non vale la pena neanche di offendersi.

Davvero, lo ringrazio perché quando mi chiederanno “ma perché non scrivi dei guariti grazie ad Hamer?” potrò citare il signor Medici. Grazie, grazie davvero

Venerdì LIVE! Hamer: funziona o è una bufala?

Ho avuto modo di fare una breve chiacchierata (anche se il video dura due ore e mezzo) con il signor Alberto Medici, autore del libro “Ingannati” in cui scrive di teorie ‘alternative’ e complotti. Tra i tanti, ovviamente, non poteva mancare Hamer.

Il signor Medici inizia scrivendo della vita dell’ex medico tedesco, ma in diretta rifiuta di renderne conto. Dice che Hamer

era un affermato medico tedesco, forte oltretutto di alcuni brevetti per attrezzi di chirurgia che gli davano un buon reddito, e si era trasferito in Italia con la moglie e i 4 figli a praticare la medicina in forma gratuita (…) andò incontro ad una serie di malattie fra le quali un tumore al testicolo, dal quale riuscì – quasi miracolosamente e certamente inaspettatamente – a guarire

Tutto ciò è semplicemente falso, come dimostra chiaramente la biografia indicata nel mio sito – con tanto di riferimento ad ogni fonte. Ma dove sono le fonti del signor Medici? Quando gliel’ho chiesto, ha risposto che si è basato sul libro “Grazie Dottor Hamer” di Claudio Trupiano. Cioè la sua ‘ricerca’ è stata copiare quello che dice una persona che lucra su tale teoria cercando di vendere i propri libri. Propaganda, insomma. Nemmeno uno straccio di fonte, ma nemmeno uno straccio di rimorso da parte del signor Medici. Che ha ammesso, candidamente, di non aver neanche letto il “Testamento per una Nuova Medicina” di Hamer.

Per l’autore del libro “Ingannati”, poi,

non esistono ‘cellule impazzite’ (…) mi è sempre sembrata una grandissima offesa a Dio (…) la malattia ritrova il suo giusto posto in un perfetto disegno di Amore Divino

Benissimo. Ancora una volta, quali sono le fonti? Nessuna. Queste sono semplici opinioni personali. Che ci possono essere quando si parla al bar, ma non quando si parla di medicina. Perché se io faccio la ‘considerazione’ secondo cui per guarire da un carcinoma intestinale bisogna inghiottire batteri della tubercolosi, non sto esprimendo solo un parere. Sto mettendo a repentaglio la salute, la vita delle altre persone. E chi si nasconde dietro il paravento del “io diffondo solo delle informazioni, che male vuoi che faccia?” è un vigliacco. Perché queste non sono informazioni (cioè con una fonte a sostegno) ma opinioni. Perché ogni nostra azione ha sempre una conseguenza, soprattutto sul web. E perché è ben strano che si scriva un libro di ‘opinioni’ basato sulle ‘opinioni’ di altre persone. Peraltro mischiando scienza e religione, dimostrando di non conoscere neanche il problema della demarcazione.

E intanto queste idee si diffondono.

Si diffonde l’idea secondo cui secondo la malattia sarebbe un “programma speciale, biologico e sensato che ha origine da uno choc conflittuale acuto, inaspettato, altamente drammatico, vissuto con un senso di isolamento”. Si diffonde che la terapia per ogni tipo di patologia consisterebbe nel risolvere il proprio ‘conflitto biologico’ ed accompagnare il ‘programma’ di ‘Madre Natura’. Si diffonde che i tumori al cervello non esistono, proponendo al loro posto ‘Focolai di Hamer‘ giudicati da Maximilian Reiser, presidente dei radiologi tedeschi, “un’interpretazione incompetente delle TAC in ovvio contrasto con le conoscenze ed esperienze scientifiche”. Si diffonde la tesi per cui “i microbi non sono nostri nemici bensì ci aiutano” , e quindi per la ‘cura’ del carcinoma intestinale “si darà il consiglio di inghiottire quanto prima possibile dei batteri della tubercolosi”. Si diffonde che la leucemia sarebbe ‘una fortuna’, “non è una malattia ma una fase di guarigione dopo una malattia del midollo osseo. Quando da me arriva un malato di tumore che ha la leucemia faccio i salti di gioia”. Si diffonde che l’HIV non esisterebbe, e l’AIDS sarebbe un “conflitto biologico di ‘perdita del territorio’ causato dall’odore dello smegma del prepuzio”. Si diffonde che “la morfina risulta rovinosa per qualsiasi paziente”, negandone l’uso anche per pazienti affetti da patologie che causano dolori lancinanti.

Il signor Medici ha poi sostenuto di rifiutare la parte ‘terapeutica’ delle teorie di Hamer, anche se nel suo libro non si fa alcun accenno a tale presa di distanza. Il suo è un approccio filosofico tutto personale, basato su proprie ‘sensazioni’ ma nemmeno su uno straccio di dato. Parla genericamente di una ‘connessione’ tra emozioni/stress e (cosiddette) malattie, che pur se vera nella sua genericità cade quando si cerca di sistematizzarla nel ‘sistema hameriano’. Mi spiego meglio. Quando leggiamo l’oroscopo lo troviamo quasi sempre ‘verificato’. Perché? Perché vogliamo crederci, e perché affermazioni del tipo “incontrerai una persona che non vedevi da molto tempo” è estremamente generica e facilmente adattabile, a meno che non passiate le vostre giornate chiusi in una biblioteca a studiare. Siete voi che volete crederci, ma non c’è nulla di ‘verificabile’ ed oggettivo, come insegna l’effetto Forer (o effetto Barnum).

Quando ho chiesto al signor Medici se conoscesse almeno una persona che, documenti alla mano, potesse provare di essere guarita con tali teorie ha risposto senza esitazione che sì, ne conosce almeno una: una persona gli ha detto che un’altra persona è guarita con la Nuova Medicina Germanica. Un po’ poco per andare in giro a sostenere la bontà di una teoria che la Lega Svizzera per il Cancro (in inglese) ha definito

pericolosa, specialmente perché culla i pazienti in un falso senso di sicurezza, in modo che vengono privati di ogni altro trattamento efficace. Dal momento che Hamer non ha mai presentato ulteriori e convincenti prove per le sue ipotesi, e dal momento che l’efficacia della “Nuova Medicina” rimane scientificamente non provata, dobbiamo fortemente sconsigliare questo metodo.

Eppure, Medici (che però medico non è) continua a diffondere questa teoria senza preoccuparsi neanche per un momento di dimostrare se sia vera o falsa. Anzi, va oltre: scrive che tale teoria “è talmente avversata dalla medicina tradizionale che è lecito pensare che questo ostracismo derivi  proprio dalla rottura di importanti e complessi equilibri economici con le case farmaceutiche”. Come ha avuto modo di chiarire nel video, questa non è una giustificazione alle teorie hameriane ma solo l’ennesima opinione personale (come quella secondo cui Scilipoti avrebbe pestato gli interessi dell’industria farmaceutica “e quindi è stato minacciato. E ha dovuto fare quella sceneggiata per salvarsi, forse per salvare la sua famiglia, forse per poter essere rieletto, non so”). È vero, logicamente il signor Medici non ha implicato che Hamer funzioni perché le case farmaceutiche lo avverserebbero: e allora che senso ha, quando gli ho chiesto -per l’ennesima volta- le prove di ciò che sosteneva, la sua affermazione circa i costi della chemioterapia? Se anche la chemio non funzionasse per niente (e invece funziona, anche se non per tutti i tumori e con grandi differenza tra l’uno e l’altro) questo non darebbe alcuna patente di validità ad Hamer, così come non la dà alla mia “Nuova Medicina Fischiettante” per cui si guarisce da tutte le malattie fischiettando un motivo particolare che conosco solo io.

Il senso, neanche troppo nascosto, è quello di buttarla in caciara secondo cui “la medicina non ha tutte le risposte” e “ci sono molti interessi economici sottesi”. Il che paradossalmente è vero, ma -appunto- questo non è un liberi tutti secondo cui le teorie di Hamer hanno la stessa validità di uno studio scientifico. Perché mentre da una parte abbiamo migliaia e migliaia di dati, dall’altra abbiamo solo supposizioni, teorie, ‘sensazioni’, complotti ebraici. E questo è ingiusto, oltre che ancora una volta vigliacco: il nostro compito è proprio quello di analizzare i dati e farci un’idea a partire da essi, ma se una parte rifiuta di fornire un solo dato il piano comunicativo è palesemente sfalsato.

Concludo ribadendo che il signor Medici si è pubblicamente impegnato a fornirmi i documenti che dimostrano come un amico di un suo amico sia guarito grazie alle teorie di Hamer. Lo aspetto.

Edit: dopo circa due mesi di silenzio, Alberto Medici ha risposto. E si è rimangiato la parola data.

Hamer, Di Bella, Simoncini, Vannoni. E quanti altri ancora?

Guardo la manifestazione a favore di “Stamina” e mi si stringe il cuore.

Quello che mi fa rabbia è vedere tanta gente in preda alla solita isteria collettiva quando si tratta di decidere di scienza. In parte lo capisco: magari ho mia figlia che sta molto male, e i venditori di speranza sono sempre molto bravi a far leva su queste pulsioni umane, umanissime. Però somministrare cure non validate, che non hanno nessun appiglio con la scienza, i cui risultati preliminari mostrano che sembrerebbero non funzionare… beh, è da criminali.

Si può obiettare: ma io ci provo lo stesso, magari funziona. Benissimo. E allora io dico “curiamo tutto con il formaggio svedese”. Perché nessuno me lo sperimenta? Perché lo Stato non se ne sobbarca l’onere? Solo perché ‘Le Iene’ non hanno fatto una trasmissione sul formaggio svedese? Non è questione di essere antidemocratici, ma nella scienza le decisioni devono essere prese evitando isterismi. E invece, complice la totale assenza di cultura scientifica (e non solo) in Italia, queste persone vengono manipolate e sono anche contente di esserlo. E a chi prova a farli ragionare rispondono, invariabilmente: “quanto ti pagano le case farmaceutiche?”. Senza accorgersi che stanno facendo il gioco proprio di chi lucra su queste false (o quantomeno indimostrate) speranze.

So bene che la ricerca scientifica non è perfetta (ed in fondo, è un’attività umana e quindi corruttibile: anche la politica è l’essenza di ciò a cui dovrebbe aspirare l’uomo, ma poi va a finire in mano a Scilipoti), ma è indegno che si usi questa banalità per dire “vabbè, allora proviamo tutto”. Proprio perché le risorse sono limitate (nel tempo e nei costi) bisogna dirigere la ricerca verso ciò che ha più possibilità di portare ad un risultato concreto. Proprio per questo le sperimentazioni sulle malattie rare vengono messe sempre in fondo: alle case farmaceutiche non conviene perché non avrebbero mercato, e la società -che dovrebbe occuparsene- preferisce risparmiare. È terribile? Certo. Ma quando negli ospedali manca la carta igienica, diventa tutto conseguente.

Il problema, come dico sempre, è culturale. Ci sono troppi sprechi (e noi campani lo sappiamo bene) mentre allo stesso tempo ci sono troppi medici che lottano con pochissimi strumenti, troppi ricercatori senza uno straccio di sostegno. A chi giova tutto questo? A tutti. Perché dove ci sono sprechi, c’è gente che ci mangia su; e dove c’è gente che ci mangia su, c’è consenso; e dove c’è consenso, ci sono voti; e dove ci sono voti, c’è la possibilità di essere eletti per “cambiare tutto perché nulla cambi”.

La sperimentazione indipendente DEVE essere sostenuta, ma in questo quadro non è facile. E soprattutto, sarebbe ora di finirla di far fare ricerca pura al settore pubblico che poi confluisce come prodotto commerciale nel privato. Sarò proto-comunista, ma per me lo Stato ha una funzione troppo importante in questo campo per lasciare spazio al privato: se io sviluppo una ricerca, che mi costa fior di quattrini, perché poi ci devi lucrare sopra tu? Purtroppo, al momento, perché lo Stato non se ne fa carico. Ma anche qui, è un tema complesso che non si può affrontare in due righe.

La gente crede e crederà sempre allo stregone di turno. È la natura umana. È il fascino di chi ti promette di guarire “risolvendo i tuoi conflitti” piuttosto che con interventi, chemio o quant’altro. Comodo, facile. Che sia falso, poco importa. Per non cascarci occorrerebbe una cultura scientifica ed una consapevolezza scettica che in Italia non c’è, e probabilmente non ci sarà finché vivo. Manifestazioni come quella di oggi ce lo sbattono in faccia con tutta la violenza dell’arroganza e dell’ignoranza più becera.

Ma almeno, col mio lavoro, io ci provo.

Uomini, mezz’uomini, ominicchi e quaquaraquà

Fatemi capire.

Se io in un pezzo di giudiziaria scrivo che “tizio ha telefonato a Caio dicendo questo e questo” e poi il giudice stabilisce che non è vero, mi becco una querela che non finisce più e mi stronco da solo la carriera.

Se un senatore accusa un altro senatore di avergli telefonato cercando una sorta di compravendita politica basta poi dire “eh, oh, forse era uno scherzo, io che ne sapevo chi era a parlare” senza neanche chiedere scusa?

«Sì, anche a me vedere scrivere “INFORMATI!” da gente che snobba i giornalisti ma ritiene attendibili Messora e i video/siti complottisti è una cosa che provoca un profondo disagio» (cit.)

Kaddour Kouachi

Una delle cose più interessanti, e allo stesso tempo tempo preoccupanti, tra quelle che Grillo è riuscito a instaurare nella mente dei suoi seguaci, è il meccanismo di difesa da qualunque opinione differente dal pensiero unico pentastellato.

Grillo e il suo staff, alla faccia della comunicazione diretta e dell’uno vale uno, comunicano unilateralmente. Lanciano un messaggio e non rispondono ad alcuna obiezione1. Perché non gli interessa e, soprattutto, perché non è necessario.
Basta andare in un post qualunque sulla bacheca fb o sul blog di grillo. Qualsiasi critica, pur argomentata, ha come unico effetto che colui che si è permesso di sollevare l’obiezione venga tacciato di essere un troll, magari pagato dai partiti. I “cani da guardia da bacheca” neanche si preoccupano di rispondere nel merito dell’argomento in questione. Se dissenti da Beppe sei in malafede e con te non c’è margine di discussione. Convincere che ogni messaggio…

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Una possibile soluzione per la crisi italiana

Non per essere retorico, ma molti dei problemi dell’Italia si risolverebbero se si istituisse per legge che ogni cittadino debba praticare almeno tre volte a settimana il rugby.

Il rugby ti insegna il valore del sacrificio, ma non in funzione cattolica di un “bene superiore” che vedrai dopo morto: no, è il sacrificio condiviso con i compagni, che ti proteggono quando cadi a terra. Senza di loro sei erba da calpestare. Sono i tuoi compagni l’unica barriera tra te e gli avversari. E tu sai che, appena rialzato, dovrai restituire il favore. Ma non per un tornaconto matematico, no: li hai guardati negli occhi, sai che farebbero lo stesso per te. E se sei un’ala, sai che quegli omoni della mischia che sfotti continuamente ti salveranno la vita.

Il rugby ti insegna il rispetto dell’avversario. Io voglio fare meta, e ci proverò con tutte le mie forze. Ma se tu sei più bravo di me, accetterò la sconfitta. Non siamo tutti campioni, non siamo tutti forti. Non siamo tutti uguali. E dopo, terzo tempo. Quel che è successo in campo resta in campo. Cucino per il mio avversario, gli offro una birra. La vita è troppo breve per stare sempre incazzati.

Il rugby ti insegna che c’è sempre un posto per te. Se sai correre sei un’ala, se hai capacità tecniche sei un’apertura, se sei grosso sei un pilone. Ognuno contribuisce come può e come sa. La meta è sempre frutto del lavoro di tutta la squadra: l’ala, da sola, non riuscirebbe a fare due metri senza spaccarsi la clavicola sinistra (digressione personale).

Il rugby ti insegna il rispetto delle regole. Se placchi un avversario al collo puoi, letteralmente, ucciderlo. I contatti sono duri, ci si può far male in un attimo. Per questo il rugby ha “leggi”, non regole. L’arbitro fischia, tu accetti serenamente il verdetto. La prossima volta cercherai di stare più attento.

Il rugby ti insegna che la vita è imprevedibile come i rimbalzi di quella fottuta palla, che non a caso è ovale. Scivola, fa quel che vuole, a volte ti cade tra le braccia e a volte (spesso) prende una strada tutta sua: è la vita, appunto. Tu stringi i denti, piega le ginocchia e concentrati. La prossima volta ti farai trovare pronto.

E se la palla andrà dove vorrà, almeno potrai dire: beh, io c’ho provato. Andiamoci a fare una birra, compagni

Vi racconto come da italiano all’estero ho ricevuto due certificati elettorali

voto_3E poi dicono che la burocrazia italiana non funziona. Qui a Londra funziona bene, benissimo. Pure troppo. Già, perché per esercitare il mio diritto di voto ho ricevuto non un plico elettorale, ma ben due: uno per me, e uno per la ragazza che abitava nella casa che ho preso in affitto. E come diceva Lubrano, la domanda sorge spontanea: se non fossi il bravo cittadino che sono, potrei votare due volte?

Sono qui a Londra da un anno e mezzo, per frequentare un master in giornalismo. Da bravo cittadino mi sono subito iscritto all’Aire, il registro degli italiani all’estero. Invio la documentazione via e-mail, e ricevo subito una risposta automatica: per la pratica ci vorranno mediamente 150 giorni, che possono diventare 180. È la legge, bellezza. Va bene, penso. Non ho fretta.

A settembre dell’anno scorso cambio casa. Da bravo cittadino, comunico subito la variazione al Consolato. E ancora una volta, mi informano che ci vorranno fino a sei mesi per aggiornare il mio indirizzo. Sei mesi? E come faccio con le elezioni? A gennaio mi rispondono “confermiamo che agli atti di questo Consolato Generale d’Italia a Londra risulta il suo nuovo indirizzo presso il quale riceverà il plico elettorale“. Oh, perfetto. Ora sono tranquillo.

Tra la posta di questo week-end, fa bella mostra di sé un bustone da parte del Consolato. Sono al settimo cielo: finalmente potrò votare. Non come quei poveri ragazzi in Erasmus, esclusi da quello che dovrebbe essere un diritto costituzionale. Io sono stato previdente, sono stato un bravo cittadino. E questo è il giusto premio che mi spetta. Ma aspetta: l’indirizzo è corretto, però il nome sulla busta non è il mio. Non ricordavo neanche di aver cambiato sesso. E invece.

Scrivo una e-mail al Consolato, e commento anche la loro pagina Facebook. Potenza dei social media: il commento arriva prima della e-mail. Mi telefonano. Sì, a loro a gennaio risulta la variazione del mio indirizzo, ma il ministero ha chiuso le liste a dicembre e così il plico ora è stato spedito alla mia vecchia casa. Che per quanto ne so, potrebbe anche essere stata rasa al suolo. Soluzione? O recupero il plico da lì, o dovrò recarmi di persona al Consolato a chiedere un duplicato. Loro poi si preoccuperanno in qualche modo di riavere indietro la busta elettorale della ragazza che abitava qui.

Sono andato al mio vecchio indirizzo e ho recuperato il mio plico. Come si vede nella foto, ora ho due certificati elettorali. Ipotizziamo che io ora apra entrambe le dannate buste e voti. Due volte. I due voti sarebbero entrambi validi? Certezze non ne ho, a parte una. Ho seguito perfettamente tutta la trafila burocratica, mi sono preoccupato attivamente per essere sicuro di poter votare e mi trovo in questa assurda condizione. Devo andare fino al Consolato, perdere una giornata di studio e tutto per fare il mio dovere di bravo cittadino. E poi dicono l’astensionismo.

Grillo a operatore del Tg3: “È pregato di andarsene”

http://video.repubblica.it/dossier/elezioni-politiche-2013/grillo-a-operatore-del-tg3-e-pregato-di-andarsene/119588/118067

La gente ride ed applaude: “ha fatto bene a mandarlo via!”.

Eh già, se io lavorassi per la Rai “che è politicizzata” (complimenti, ci voleva un dottorato in Giornalismo per capirlo) e mi venisse impedito di fare il mio lavoro?

Questo non è fascismo, questa è idiozia della peggiore specie. Quanto è accaduto è di una gravità assoluta.

Non mi stupisco che Grillo abbia così tanto séguito: il populismo prospera dove l’ignoranza pasce.