Venerdì LIVE! Hamer: funziona o è una bufala?

Ho avuto modo di fare una breve chiacchierata (anche se il video dura due ore e mezzo) con il signor Alberto Medici, autore del libro “Ingannati” in cui scrive di teorie ‘alternative’ e complotti. Tra i tanti, ovviamente, non poteva mancare Hamer.

Il signor Medici inizia scrivendo della vita dell’ex medico tedesco, ma in diretta rifiuta di renderne conto. Dice che Hamer

era un affermato medico tedesco, forte oltretutto di alcuni brevetti per attrezzi di chirurgia che gli davano un buon reddito, e si era trasferito in Italia con la moglie e i 4 figli a praticare la medicina in forma gratuita (…) andò incontro ad una serie di malattie fra le quali un tumore al testicolo, dal quale riuscì – quasi miracolosamente e certamente inaspettatamente – a guarire

Tutto ciò è semplicemente falso, come dimostra chiaramente la biografia indicata nel mio sito – con tanto di riferimento ad ogni fonte. Ma dove sono le fonti del signor Medici? Quando gliel’ho chiesto, ha risposto che si è basato sul libro “Grazie Dottor Hamer” di Claudio Trupiano. Cioè la sua ‘ricerca’ è stata copiare quello che dice una persona che lucra su tale teoria cercando di vendere i propri libri. Propaganda, insomma. Nemmeno uno straccio di fonte, ma nemmeno uno straccio di rimorso da parte del signor Medici. Che ha ammesso, candidamente, di non aver neanche letto il “Testamento per una Nuova Medicina” di Hamer.

Per l’autore del libro “Ingannati”, poi,

non esistono ‘cellule impazzite’ (…) mi è sempre sembrata una grandissima offesa a Dio (…) la malattia ritrova il suo giusto posto in un perfetto disegno di Amore Divino

Benissimo. Ancora una volta, quali sono le fonti? Nessuna. Queste sono semplici opinioni personali. Che ci possono essere quando si parla al bar, ma non quando si parla di medicina. Perché se io faccio la ‘considerazione’ secondo cui per guarire da un carcinoma intestinale bisogna inghiottire batteri della tubercolosi, non sto esprimendo solo un parere. Sto mettendo a repentaglio la salute, la vita delle altre persone. E chi si nasconde dietro il paravento del “io diffondo solo delle informazioni, che male vuoi che faccia?” è un vigliacco. Perché queste non sono informazioni (cioè con una fonte a sostegno) ma opinioni. Perché ogni nostra azione ha sempre una conseguenza, soprattutto sul web. E perché è ben strano che si scriva un libro di ‘opinioni’ basato sulle ‘opinioni’ di altre persone. Peraltro mischiando scienza e religione, dimostrando di non conoscere neanche il problema della demarcazione.

E intanto queste idee si diffondono.

Si diffonde l’idea secondo cui secondo la malattia sarebbe un “programma speciale, biologico e sensato che ha origine da uno choc conflittuale acuto, inaspettato, altamente drammatico, vissuto con un senso di isolamento”. Si diffonde che la terapia per ogni tipo di patologia consisterebbe nel risolvere il proprio ‘conflitto biologico’ ed accompagnare il ‘programma’ di ‘Madre Natura’. Si diffonde che i tumori al cervello non esistono, proponendo al loro posto ‘Focolai di Hamer‘ giudicati da Maximilian Reiser, presidente dei radiologi tedeschi, “un’interpretazione incompetente delle TAC in ovvio contrasto con le conoscenze ed esperienze scientifiche”. Si diffonde la tesi per cui “i microbi non sono nostri nemici bensì ci aiutano” , e quindi per la ‘cura’ del carcinoma intestinale “si darà il consiglio di inghiottire quanto prima possibile dei batteri della tubercolosi”. Si diffonde che la leucemia sarebbe ‘una fortuna’, “non è una malattia ma una fase di guarigione dopo una malattia del midollo osseo. Quando da me arriva un malato di tumore che ha la leucemia faccio i salti di gioia”. Si diffonde che l’HIV non esisterebbe, e l’AIDS sarebbe un “conflitto biologico di ‘perdita del territorio’ causato dall’odore dello smegma del prepuzio”. Si diffonde che “la morfina risulta rovinosa per qualsiasi paziente”, negandone l’uso anche per pazienti affetti da patologie che causano dolori lancinanti.

Il signor Medici ha poi sostenuto di rifiutare la parte ‘terapeutica’ delle teorie di Hamer, anche se nel suo libro non si fa alcun accenno a tale presa di distanza. Il suo è un approccio filosofico tutto personale, basato su proprie ‘sensazioni’ ma nemmeno su uno straccio di dato. Parla genericamente di una ‘connessione’ tra emozioni/stress e (cosiddette) malattie, che pur se vera nella sua genericità cade quando si cerca di sistematizzarla nel ‘sistema hameriano’. Mi spiego meglio. Quando leggiamo l’oroscopo lo troviamo quasi sempre ‘verificato’. Perché? Perché vogliamo crederci, e perché affermazioni del tipo “incontrerai una persona che non vedevi da molto tempo” è estremamente generica e facilmente adattabile, a meno che non passiate le vostre giornate chiusi in una biblioteca a studiare. Siete voi che volete crederci, ma non c’è nulla di ‘verificabile’ ed oggettivo, come insegna l’effetto Forer (o effetto Barnum).

Quando ho chiesto al signor Medici se conoscesse almeno una persona che, documenti alla mano, potesse provare di essere guarita con tali teorie ha risposto senza esitazione che sì, ne conosce almeno una: una persona gli ha detto che un’altra persona è guarita con la Nuova Medicina Germanica. Un po’ poco per andare in giro a sostenere la bontà di una teoria che la Lega Svizzera per il Cancro (in inglese) ha definito

pericolosa, specialmente perché culla i pazienti in un falso senso di sicurezza, in modo che vengono privati di ogni altro trattamento efficace. Dal momento che Hamer non ha mai presentato ulteriori e convincenti prove per le sue ipotesi, e dal momento che l’efficacia della “Nuova Medicina” rimane scientificamente non provata, dobbiamo fortemente sconsigliare questo metodo.

Eppure, Medici (che però medico non è) continua a diffondere questa teoria senza preoccuparsi neanche per un momento di dimostrare se sia vera o falsa. Anzi, va oltre: scrive che tale teoria “è talmente avversata dalla medicina tradizionale che è lecito pensare che questo ostracismo derivi  proprio dalla rottura di importanti e complessi equilibri economici con le case farmaceutiche”. Come ha avuto modo di chiarire nel video, questa non è una giustificazione alle teorie hameriane ma solo l’ennesima opinione personale (come quella secondo cui Scilipoti avrebbe pestato gli interessi dell’industria farmaceutica “e quindi è stato minacciato. E ha dovuto fare quella sceneggiata per salvarsi, forse per salvare la sua famiglia, forse per poter essere rieletto, non so”). È vero, logicamente il signor Medici non ha implicato che Hamer funzioni perché le case farmaceutiche lo avverserebbero: e allora che senso ha, quando gli ho chiesto -per l’ennesima volta- le prove di ciò che sosteneva, la sua affermazione circa i costi della chemioterapia? Se anche la chemio non funzionasse per niente (e invece funziona, anche se non per tutti i tumori e con grandi differenza tra l’uno e l’altro) questo non darebbe alcuna patente di validità ad Hamer, così come non la dà alla mia “Nuova Medicina Fischiettante” per cui si guarisce da tutte le malattie fischiettando un motivo particolare che conosco solo io.

Il senso, neanche troppo nascosto, è quello di buttarla in caciara secondo cui “la medicina non ha tutte le risposte” e “ci sono molti interessi economici sottesi”. Il che paradossalmente è vero, ma -appunto- questo non è un liberi tutti secondo cui le teorie di Hamer hanno la stessa validità di uno studio scientifico. Perché mentre da una parte abbiamo migliaia e migliaia di dati, dall’altra abbiamo solo supposizioni, teorie, ‘sensazioni’, complotti ebraici. E questo è ingiusto, oltre che ancora una volta vigliacco: il nostro compito è proprio quello di analizzare i dati e farci un’idea a partire da essi, ma se una parte rifiuta di fornire un solo dato il piano comunicativo è palesemente sfalsato.

Concludo ribadendo che il signor Medici si è pubblicamente impegnato a fornirmi i documenti che dimostrano come un amico di un suo amico sia guarito grazie alle teorie di Hamer. Lo aspetto.

Edit: dopo circa due mesi di silenzio, Alberto Medici ha risposto. E si è rimangiato la parola data.

Hamer, Di Bella, Simoncini, Vannoni. E quanti altri ancora?

Guardo la manifestazione a favore di “Stamina” e mi si stringe il cuore.

Quello che mi fa rabbia è vedere tanta gente in preda alla solita isteria collettiva quando si tratta di decidere di scienza. In parte lo capisco: magari ho mia figlia che sta molto male, e i venditori di speranza sono sempre molto bravi a far leva su queste pulsioni umane, umanissime. Però somministrare cure non validate, che non hanno nessun appiglio con la scienza, i cui risultati preliminari mostrano che sembrerebbero non funzionare… beh, è da criminali.

Si può obiettare: ma io ci provo lo stesso, magari funziona. Benissimo. E allora io dico “curiamo tutto con il formaggio svedese”. Perché nessuno me lo sperimenta? Perché lo Stato non se ne sobbarca l’onere? Solo perché ‘Le Iene’ non hanno fatto una trasmissione sul formaggio svedese? Non è questione di essere antidemocratici, ma nella scienza le decisioni devono essere prese evitando isterismi. E invece, complice la totale assenza di cultura scientifica (e non solo) in Italia, queste persone vengono manipolate e sono anche contente di esserlo. E a chi prova a farli ragionare rispondono, invariabilmente: “quanto ti pagano le case farmaceutiche?”. Senza accorgersi che stanno facendo il gioco proprio di chi lucra su queste false (o quantomeno indimostrate) speranze.

So bene che la ricerca scientifica non è perfetta (ed in fondo, è un’attività umana e quindi corruttibile: anche la politica è l’essenza di ciò a cui dovrebbe aspirare l’uomo, ma poi va a finire in mano a Scilipoti), ma è indegno che si usi questa banalità per dire “vabbè, allora proviamo tutto”. Proprio perché le risorse sono limitate (nel tempo e nei costi) bisogna dirigere la ricerca verso ciò che ha più possibilità di portare ad un risultato concreto. Proprio per questo le sperimentazioni sulle malattie rare vengono messe sempre in fondo: alle case farmaceutiche non conviene perché non avrebbero mercato, e la società -che dovrebbe occuparsene- preferisce risparmiare. È terribile? Certo. Ma quando negli ospedali manca la carta igienica, diventa tutto conseguente.

Il problema, come dico sempre, è culturale. Ci sono troppi sprechi (e noi campani lo sappiamo bene) mentre allo stesso tempo ci sono troppi medici che lottano con pochissimi strumenti, troppi ricercatori senza uno straccio di sostegno. A chi giova tutto questo? A tutti. Perché dove ci sono sprechi, c’è gente che ci mangia su; e dove c’è gente che ci mangia su, c’è consenso; e dove c’è consenso, ci sono voti; e dove ci sono voti, c’è la possibilità di essere eletti per “cambiare tutto perché nulla cambi”.

La sperimentazione indipendente DEVE essere sostenuta, ma in questo quadro non è facile. E soprattutto, sarebbe ora di finirla di far fare ricerca pura al settore pubblico che poi confluisce come prodotto commerciale nel privato. Sarò proto-comunista, ma per me lo Stato ha una funzione troppo importante in questo campo per lasciare spazio al privato: se io sviluppo una ricerca, che mi costa fior di quattrini, perché poi ci devi lucrare sopra tu? Purtroppo, al momento, perché lo Stato non se ne fa carico. Ma anche qui, è un tema complesso che non si può affrontare in due righe.

La gente crede e crederà sempre allo stregone di turno. È la natura umana. È il fascino di chi ti promette di guarire “risolvendo i tuoi conflitti” piuttosto che con interventi, chemio o quant’altro. Comodo, facile. Che sia falso, poco importa. Per non cascarci occorrerebbe una cultura scientifica ed una consapevolezza scettica che in Italia non c’è, e probabilmente non ci sarà finché vivo. Manifestazioni come quella di oggi ce lo sbattono in faccia con tutta la violenza dell’arroganza e dell’ignoranza più becera.

Ma almeno, col mio lavoro, io ci provo.