Uomini, mezz’uomini, ominicchi e quaquaraquà

Fatemi capire.

Se io in un pezzo di giudiziaria scrivo che “tizio ha telefonato a Caio dicendo questo e questo” e poi il giudice stabilisce che non è vero, mi becco una querela che non finisce più e mi stronco da solo la carriera.

Se un senatore accusa un altro senatore di avergli telefonato cercando una sorta di compravendita politica basta poi dire “eh, oh, forse era uno scherzo, io che ne sapevo chi era a parlare” senza neanche chiedere scusa?

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«Sì, anche a me vedere scrivere “INFORMATI!” da gente che snobba i giornalisti ma ritiene attendibili Messora e i video/siti complottisti è una cosa che provoca un profondo disagio» (cit.)

Kaddour Kouachi

Una delle cose più interessanti, e allo stesso tempo tempo preoccupanti, tra quelle che Grillo è riuscito a instaurare nella mente dei suoi seguaci, è il meccanismo di difesa da qualunque opinione differente dal pensiero unico pentastellato.

Grillo e il suo staff, alla faccia della comunicazione diretta e dell’uno vale uno, comunicano unilateralmente. Lanciano un messaggio e non rispondono ad alcuna obiezione1. Perché non gli interessa e, soprattutto, perché non è necessario.
Basta andare in un post qualunque sulla bacheca fb o sul blog di grillo. Qualsiasi critica, pur argomentata, ha come unico effetto che colui che si è permesso di sollevare l’obiezione venga tacciato di essere un troll, magari pagato dai partiti. I “cani da guardia da bacheca” neanche si preoccupano di rispondere nel merito dell’argomento in questione. Se dissenti da Beppe sei in malafede e con te non c’è margine di discussione. Convincere che ogni messaggio…

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