Vi racconto come da italiano all’estero ho ricevuto due certificati elettorali

voto_3E poi dicono che la burocrazia italiana non funziona. Qui a Londra funziona bene, benissimo. Pure troppo. Già, perché per esercitare il mio diritto di voto ho ricevuto non un plico elettorale, ma ben due: uno per me, e uno per la ragazza che abitava nella casa che ho preso in affitto. E come diceva Lubrano, la domanda sorge spontanea: se non fossi il bravo cittadino che sono, potrei votare due volte?

Sono qui a Londra da un anno e mezzo, per frequentare un master in giornalismo. Da bravo cittadino mi sono subito iscritto all’Aire, il registro degli italiani all’estero. Invio la documentazione via e-mail, e ricevo subito una risposta automatica: per la pratica ci vorranno mediamente 150 giorni, che possono diventare 180. È la legge, bellezza. Va bene, penso. Non ho fretta.

A settembre dell’anno scorso cambio casa. Da bravo cittadino, comunico subito la variazione al Consolato. E ancora una volta, mi informano che ci vorranno fino a sei mesi per aggiornare il mio indirizzo. Sei mesi? E come faccio con le elezioni? A gennaio mi rispondono “confermiamo che agli atti di questo Consolato Generale d’Italia a Londra risulta il suo nuovo indirizzo presso il quale riceverà il plico elettorale“. Oh, perfetto. Ora sono tranquillo.

Tra la posta di questo week-end, fa bella mostra di sé un bustone da parte del Consolato. Sono al settimo cielo: finalmente potrò votare. Non come quei poveri ragazzi in Erasmus, esclusi da quello che dovrebbe essere un diritto costituzionale. Io sono stato previdente, sono stato un bravo cittadino. E questo è il giusto premio che mi spetta. Ma aspetta: l’indirizzo è corretto, però il nome sulla busta non è il mio. Non ricordavo neanche di aver cambiato sesso. E invece.

Scrivo una e-mail al Consolato, e commento anche la loro pagina Facebook. Potenza dei social media: il commento arriva prima della e-mail. Mi telefonano. Sì, a loro a gennaio risulta la variazione del mio indirizzo, ma il ministero ha chiuso le liste a dicembre e così il plico ora è stato spedito alla mia vecchia casa. Che per quanto ne so, potrebbe anche essere stata rasa al suolo. Soluzione? O recupero il plico da lì, o dovrò recarmi di persona al Consolato a chiedere un duplicato. Loro poi si preoccuperanno in qualche modo di riavere indietro la busta elettorale della ragazza che abitava qui.

Sono andato al mio vecchio indirizzo e ho recuperato il mio plico. Come si vede nella foto, ora ho due certificati elettorali. Ipotizziamo che io ora apra entrambe le dannate buste e voti. Due volte. I due voti sarebbero entrambi validi? Certezze non ne ho, a parte una. Ho seguito perfettamente tutta la trafila burocratica, mi sono preoccupato attivamente per essere sicuro di poter votare e mi trovo in questa assurda condizione. Devo andare fino al Consolato, perdere una giornata di studio e tutto per fare il mio dovere di bravo cittadino. E poi dicono l’astensionismo.

Advertisements

2 thoughts on “Vi racconto come da italiano all’estero ho ricevuto due certificati elettorali

  1. Bravo Ilario! Io invece mi sono trasferito in Australia e sapendo di dover cambiare indirizzo diverse volte (ne ho cambiati 5 in un anno e mezzo che sono qui e sto per trasferirmi di nuovo…) ho aspettato ad iscrivermi all’AIRE sapendo che sarei andato incontro ad un inferno burocratico ed in attesa di avere una residenza piu’ “stabile” poi questi mi anticipano le elezioni e sono rimasto fregato…in compenso ho iniziato ach’io a scrivere un blog con alcuni amici, se hai tempo fatti un giro! http://www.italioti.it

    • Australia, il mio sogno proibito (“proibito” perché ho superato i trent’anni e quindi per me è praticamente impossibile trovare lavoro come giornalista lì). Purtroppo, come scrivevo, è tutto perfettamente legale: solo che 180 giorni per cambiare un indirizzo mi sembra un’enormità, nell’era dei supercomputer. Senza contare il fatto che ho consegnato all’AIRE, personalmente, il secondo certificato e non mi è stato rilasciato nulla. “Mi scusi, ma non può scrivermi su un pezzo di carta che io vi ho appena dato il certificato elettorale di un’altra persona?” “No, non è necessario. Lei lo sta consegnando all’autorità”. Già, l’autorità. E chi si fida più? In bocca al lupo per il vostro progetto!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s