«Sono entrata grazie a una raccomandazione di un politico. E allora?»

Leggo l’intervista a Sonia Topazio, e mi scappano due-considerazioni-due:

1) Che precedentemente al suo ruolo di Capo ufficio stampa dell’Istituto nazionale di Geologia e Vulcanologia abbia girato film soft-porn, sia stata una barista o abbia intrecciato vimini in una comunità dell’America centrale è, effettivamente, irrilevante. Purtroppo lo “scandalo” risiede nella testa di un’Italia imbevuta di cattolicesimo ed apparenze.

2) NON esiste l’Ordine dei “giornalisti scientifici”. Esiste l’Ordine dei giornalisti, che ha poi due elenchi: professionisti e pubblicisti. È grave che una giornalista non conosca la differenza e usi a spoposito le parole.

Ma ecco la chicca:

– Quando è entrata all’Ingv non era ancora una giornalista. La gente si chiede come si faccia ad arrivare in quel posto? Chi l’ha aiutata?

– «Sono entrata grazie a una raccomandazione di un politico. E allora? Voi fate gossip, fate intrattenimento non divulgazione. Ma io ci sto al gioco, tanto questa è l’Italia».

Ora, urlare a squarciagola “MA TU DEVI MORIRE, MA MORIRE MALE” sarebbe poco professionale, moralmente inaccettabile e controproducente. In quel “e allora?” c’è tutta la protervia di chi sa di essere intoccabile. I fessi siete voi, che credete ancora a quelle cose come “meritocrazia” e “sacrificio”. E i giornalisti che osano chiederne conto fanno “intrattenimento e non divulgazione”. “Questa è l’Italia”, chiosa. E purtroppo ha ragione, ma non nel senso che intende lei.

Ecco, questa intervista è da schiaffare in faccia al prossimo che mi dice che sono un vigliacco perché fuggo dall’Italia e ne parlo con astio. Astio, non odio. Perché vivo in una delle più belle terre del mondo, ma mi costringono a strappare cuore, affetti, sogni, lingua, amici, tradizioni, ‘u rraù di mammà per colpa di quel “e allora?”.

E allora io non ci sto. E visto che per me la situazione è talmente degenerata che è del tutto irrecuperabile (solo chi vive in una terra di camorra può capirmi fino in fondo) io me ne vado. Sono un vigliacco? “E allora?”

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